
In un mondo che ancora troppo spesso marginalizza le diversità, c’è un progetto che impasta speranza e futuro a mano, con cura, proprio come si fa con le orecchiette. Si chiama “Le Orecchiette che Vorrei”, un’iniziativa unica nel suo genere, promossa dalla Yuri Benefit Corporation fondata da Giuseppe Primicerio, insieme ai propri soci la Cooperativa Sociale San Bernardo e la Società Over.
Lavoro e inclusione: un connubio che cambia la vita
L’obiettivo del progetto è chiaro quanto nobile: favorire l’integrazione sociale di giovani autistici attraverso esperienze lavorative concrete, appaganti e portatrici di dignità. La pasta diventa così uno strumento di emancipazione e bellezza, un ponte tra mondi che spesso non si parlano, ma che possono arricchirsi a vicenda.
“Le Orecchiette che Vorrei” non è solo un laboratorio di cucina: è un laboratorio di umanità. Lo conferma con orgoglio Giuseppe Natale, Direttore Generale della Cooperativa San Bernardo:
“Siamo convinti che coinvolgere questi straordinari ragazzi in attività lavorative li aiuti a sentirsi parte attiva della comunità. Le loro capacità meritano di essere riconosciute e valorizzate.”
Due appuntamenti straordinari: Livorno e New York
Il mese di giugno 2025 si preannuncia ricco di emozioni e riconoscimenti per i protagonisti del progetto.
A Livorno, i giovani parteciperanno a un evento sul leggendario veliero Amerigo Vespucci, preparando le orecchiette con le proprie mani, fianco a fianco con i ragazzi del progetto “Tortellante”, guidati dal celebre chef Massimo Bottura e accompagnati dall’Associazione Italiana Cuochi (AIC).
Un momento simbolico e potente, in cui il mare si fa cornice del talento e dell’inclusione.
L’8 giugno, invece, sarà la volta di New York. I ragazzi voleranno oltre oceano per esibirsi nel cuore pulsante della diplomazia mondiale: il Palazzo di Vetro dell’ONU. Lì, durante la Conferenza Mondiale sui Diritti delle Persone con Disabilità, prepareranno le orecchiette davanti alle 193 delegazioni internazionali.
Un’occasione storica per dimostrare che l’inclusione passa anche dal lavoro, dalla fiducia e da una cucina che parla tutte le lingue del mondo.
Un percorso in crescita: da Papa Francesco all’ONU
Non è la prima volta che “Le Orecchiette che Vorrei” brillano su palcoscenici internazionali. Lo scorso ottobre, i ragazzi hanno partecipato al G7 sull’Inclusione e la Disabilità, e nel giugno 2024 hanno avuto l’onore di consegnare le loro creazioni a Papa Francesco. Un percorso di riconoscimenti che testimonia non solo il valore del progetto, ma anche la crescente sensibilità verso un’idea di società più giusta e inclusiva.
Uno sguardo al futuro
Giuseppe Natale ha annunciato l’organizzazione di una conferenza stampa insieme ai partner, al ritorno da New York, presso la Regione Puglia, con la partecipazione del Presidente Michele Emiliano, da sempre vicino alle tematiche dell’inclusione sociale.
“Siamo grati al Presidente per la sua disponibilità. Questi eventi rappresentano un passo fondamentale verso una società che non solo accoglie, ma valorizza davvero.”
Le Orecchiette che cambiano il mondo
“Le Orecchiette che Vorrei” ci ricorda che inclusione non è solo una parola da scrivere nei programmi politici, ma un impasto quotidiano di cura, fiducia e lavoro.
In un’Italia che sa ancora sognare, il talento di questi ragazzi è un richiamo potente a costruire un futuro dove ognuno ha il diritto di essere visto, ascoltato, apprezzato.
Perché, come le orecchiette, ognuno ha la propria forma, e proprio per questo merita di stare al centro del piatto.
